Vita Nostra - Baschi Blu

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Settimanale di informazione e di opinione della diocesi di Oristano - Domenica 9 Ottobre 2005 N. 35

I mitici "Baschi Blu" ad Abbasanta sotto altra "divisa"
DOPO 35 ANNI UN RADUNO
per ricordare scontri sanguinosi con latitanti
di Giuseppe Piras
I "Baschi Blu", i mitici poliziotti che negli anni Sessanta setacciarono in lungo e in largo le zone interne e inaccessibili della Sardegna alla ricerca di latitanti, ottenendo peraltro diversi successi, s'incontreranno domenica 9 ottobre ad Abbasanta in occasione del loro 3° Raduno Nazionale. Per molti, l'appuntamento sarà una sorta di "rimpatriata", dopo oltre trent'anni dallo scioglimento del reparto.
Il programma della manifestazione, promossa ed organizzata dall'Associazione Culturale Baschi Blu di Oristano, prevede un fitto calendario d'incontri presso il Caip, il centro d'addestramento della Polizia di Stato di Abbasanta. Per le 9,30 è fissato l'afflusso degli invitati, molti dei quali giungeranno dal Continente in compagnia dei propri familiari. Alle 10 il Presidente dell'Anps di Abbasanta deporrà una corona d'alloro presso il cippo commemorativo dei caduti del reparto. Alle 10,30 sarà celebrata la Santa Messa. Successivamente, il direttore del Caip Giovanni Uras darà il benvenuto ai presenti e altrettanto farà, a nome dei Baschi Blu, Vincenzo Parisi. A conclusione della cerimonia, prima del brindisi finale, ci sarà un momento commemorativo dei caduti in servizio.  
Come si ricorderà, quello dei "Baschi Blu" era un nucleo di giovani poliziotti tanto audaci quanto preparati, gemmato dal 2° Reparto celere di Padova appositamente per contrastare i sequestri di persona, purtroppo abbastanza frequenti in quegli anni, e anche per controllare il territorio. Particolarmente addestrato per operare nelle zone più impervie, durante la permanenza in Sardegna il Reparto si distinse nella ricerca e nella cattura di diversi latitanti. Operazioni spesso pericolose che si svilupparono con terribili scontri a fuoco fra malviventi e forze dell'ordine: memorabili negli annuari della cronaca nera di quel periodo, sono rimasti lo scontro a fuoco avvenuto nel febbraio del 1967 a Mamoiada, in località "Funtana Fridda", in cui fu colpito mortalmente l'agente Michele Servodidio, e il conflitto, del giugno dello stesso anno, sul monte "Osposidda" di Orgosolo, dove la sparatoria fra i banditi e polizia durò un intero pomeriggio. In quell'occasione, la banda dei fuorilegge era capitanata da Graziano Mesina e il conflitto a fuoco lasciò sul terreno tre corpi esanimi: quelli degli agenti Pietro Ciavola e Antonio Grassia e del "luogotenente" della banda di Grazianeddu, lo spagnolo Miguel Atienza. Nel 1970 il Reparto fu sciolto ed i poliziotti in servizio assegnati ad altri incarichi.
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